" non ho voglia di tuffarmi in un gomitolo di strade ho troppa stanchezza sulle spalle non ho voglia di tuffarmi in un gomitolo di strade ho troppa stanchezza sulle spalle non ho voglia di
tuffarmi in un gomitolo di strade ho troppa stanchezza sulle spalle non ho voglia di tuffarmi in un gomitolo di strade ho troppa stanchezza sulle spalle non ho voglia di tuffarmi in un gomitolo di strade ho troppa stanchezza sulle spalle non ho voglia di tuffarmi in un gomitolo di strade ho troppa stanchezza sulle spalle non ho voglia di tuffarmi in un gomitolo di strade ho troppa stanchezza sulle spalle ".
Vorrei soltanto percepire un po' di più. E scovare parole non ingannevoli con il mozzicone della mia candela.
Neanche troppo infondo, siamo tutti così bravi a parlare. E a scrivere. Ma per noi stessi. E per vanità di vanità. Di vanità.
Perchè scrivere non sia una pancia da riempire di tutto e subito, con acqua e mele spolpate, per fame di nervi. E senza essersi lavati le mani.
Che l'arte di saper tacere è tutta da ascoltare. Che tacere significa ammettere, una buona volta di non aver parole.
Che per fortuna certe cose, ancora, non si riescono a nominare.
( Per l'intro, mr Giuseppe Ungaretti, Natale )
