Tutto è iniziato da un libro viola e da una rondine spiaccicata sulla copertina.
Secondo la teoria del colore, il viola nasce dall'unione del blu e del rosso. O meglio, del turchino e del rosso. In pratica, una sorta di edulcorante nella guerra tra forze emotive contrastanti, il blu dei nervi e il rubino del sangue. Il blu del senso e il rosso del sentito. Il blu dell'ordine, del posto giusto al momento giusto, del golf che va bene in tutte le stagioni. E il rosso del Prova a Prendermi, dell'esistere anche senza forma, del potere autorevole senza autorità.
E dopo volute, giri, colpi dati sulla tela e ancora giri, all'improvviso, estenuato, il silenzio. Un silenzio viola.
Secondo qualcuno, dentro il viola c'è Dio.
C'è chi sostiene che le persone speciali che camminano su questa terra abbiano un'aura viola. Un contorno livido che si vede, se si strizza bene lo sguardo, quando la giornata è particolarmente tersa. E il cielo trasparente.
Da piccola avevo un temperino viola coi brillantini e ci appuntivo le matite. E ci metterei un po' a descrivere la bellezza di un minuscolo vasetto di viole, che guarda fuori, da una finestra accesa.
E so che tutto è iniziato da un libro. Un libro viola. E da una rondine spiaccicata sulla copertina.
Dalla "surreale" storia un uomo che, per combattere la sua sofferenza, diventa un sicario e uccide su commissione perfetti sconosciuti con la stessa ferocia con cui ha ucciso le sue più intime emozioni.
E se questo dolore deve proprio essere vissuto, voglio smettere di "sentire", per un po'.
"Alla mia sofferenza si aggiungeva la vergogna della sofferenza. Per impedirmi un simile dolore, mi strappai il cuore. Un'operazione semplice, ma poco efficace. Il dolore che mi aveva assediato dilagava ovunque, sotto la pelle e sopra, negli occhi, nelle orecchie. I miei sensi mi erano nemici e non la smettevano di ricordarmi quella stupida storia.
Decisi allora di uccidere le mie sensazioni... Fu un suicidio sensoriale, l'inizio di una nuova esistenza..."
( Amélie Nothomb, Diario di rondine, Voland)
