Chi sono

Utente: nannamo
Nome: ale

Commenti recenti

utente anonimo in nessun dorma

Archivio

oggi
--- 2007 ---

Categorie

Links

Partecipano

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte
giovedì, 28 giugno 2007

de profundis

ragazza_con_l_orecchino_49

Chiedo un favore.

So che un favore è un favore, ma comprendo anche che non è mai corretto strappare un "sì" prima ancora di raccontare di cosa esattamente si tratti.

Il fatto è che ho un piccolo dolore da sopportare, un ago acuto e preciso nel lobo, un dolore quotidiano e profondo quanto il torsolo di una mela marcia.

Ho bisogno di accoglierlo in pace e di affrontarlo senza il libretto di istruzioni. Ho deciso di dare a questo mio piccolo compagno lo spazio che merita, perchè cresca e poi sfiorisca, perchè duri il suo ciclo naturale.

Non voglio sopprimerlo. Non voglio scacciarlo.

Voglio che si consumi, si esaurisca. Voglio che, giorno per giorno, mi riscopra un terreno arido, per non tornare mai più.

Voglio che il mio dolore si stanchi di me.

E allora, il favore è di aspettare. Chiunque abbia voglia di farlo.

Aspettarmi finchè avrò finito la mia tazza di tè, con i piedi che accarezzano l'erba.

 

D'altra parte, ho ancora tutto in punto di dita.


postato da: nannamo alle ore 20:31 | link | commenti (25)
categorie:
lunedì, 18 giugno 2007

Hey, tu, facciamo due giri insieme?

4783e2fa70047b146c0a5ea18743d6c2

Ci sono stati uomini che ci avrebbero scommesso.

Che le cose di cui abbiamo bisogno sono racchiuse in due mani e che le dita possono numerare ciò che naturalmente il nostro corpo può accogliere, perchè non sia troppo più secco o troppo più umido, troppo aderente o troppo svasato, troppo complesso per quello che deve entrare. Pensieri, ricordi, evocazioni, i non detti, i non fatti, gli echi, il rumore eccessivo o l'eccessivo silenzio. E' tutto tollerabile fino a dieci dita.

Oltre, c'è il caso. O, peggio ancora, il non senso. Il - non - senso.

Oltre le dieci dita c'è l'ostinazione di un viaggiatore, che, tradendo la sua natura e il suo naso, si siede su una valigia troppo piena, fino a chiuderla. A stento, però.

Oltre le nostre dieci dita c'è la superbia di credere che niente ci possa attraversare come un treno e che le vene siano un particolare e non il segno pulsante che apparteniamo alla terra e che anche la nostra mente, se per una volta vuole farsi comprendere, deve avere lo stesso ritmo del sangue.

E allora, a palmi spalancati, ecco le mie dieci dita:

(continua)


postato da: nannamo alle ore 15:20 | link | commenti (12)
categorie:
sabato, 09 giugno 2007

...quel coro a bocca chiusa (atto I)

 " non ho voglia di tuffarmi in un gomitolo di strade ho troppa stanchezza sulle spalle non ho voglia di tuffarmi in  un gomitolo di strade ho troppa stanchezza sulle spalle non ho voglia dia9 tuffarmi in un gomitolo di strade ho troppa stanchezza sulle spalle non ho voglia di tuffarmi in un gomitolo di strade ho troppa stanchezza sulle spalle non ho voglia di tuffarmi in un gomitolo di strade ho troppa stanchezza sulle spalle non ho voglia di tuffarmi in un gomitolo di strade ho troppa stanchezza sulle spalle non ho voglia di tuffarmi in un gomitolo di strade ho troppa stanchezza sulle spalle ".

Vorrei soltanto percepire un po' di più. E scovare parole non ingannevoli con il mozzicone della mia candela.

Neanche troppo infondo, siamo tutti così bravi a parlare. E a scrivere. Ma per noi stessi. E per vanità di  vanità. Di vanità.

Perchè scrivere non sia una pancia da riempire di tutto e subito, con acqua e mele spolpate, per fame di nervi. E senza essersi lavati le mani.

Che l'arte di saper tacere è tutta da ascoltare. Che tacere significa ammettere, una buona volta di non aver parole.

Che per fortuna certe cose, ancora, non si riescono a nominare.

( Per l'intro, mr Giuseppe Ungaretti, Natale )


postato da: nannamo alle ore 21:47 | link | commenti (8)
categorie: